In vigore decreto per ottenere l’Indicazione geografica protetta dei prodotti artigiani. Opportunità strategica per imprese e territori

In vigore decreto per ottenere l’Indicazione geografica protetta dei prodotti artigiani. Opportunità strategica per imprese e territori

Confartigianato esprime soddisfazione per l’entrata in vigore, il 7 maggio, del decreto legislativo n. 51/26 che adegua la normativa nazionale al Regolamento europeo, chiarendo tutti gli aspetti procedurali per ottenere e mantenere un’indicazione geografica per i prodotti artigianali e industriali, anche grazie ai miglioramenti apportati dalle Commissioni parlamentari.

Confartigianato ha sempre sostenuto il riconoscimento delle IG “non food”, seguendone il processo legislativo che ha portato all’approvazione del Regolamento (UE) 2023/2411 e al suo recepimento in Italia.

Le indicazioni geografiche per i prodotti “non food” rappresentano una grande opportunità per il nostro sistema economico in quanto valorizzano le produzioni, i territori e le comunità che le esprimono, in chiave sia di mercato, sia culturale e turistico-promozionale.

Da una rilevazione di Confartigianato, oltre 250 prodotti sono potenzialmente candidabili all’ottenimento dell’indicazione geografica.

Le IG possono permettere il raggiungimento di tre obiettivi strategici: • rivitalizzare e ricollocare, dal punto di vista del mercato, l’artigianato artistico e tradizionale; sviluppare nuove forti reti e connessioni tra imprese e tra imprese e amministrazioni locali; rafforzare l’identità di un prodotto e del territorio che lo esprime.

La Confederazione condivide, in particolare, il sistema di controllo, così come la modalità di esame delle domande, un modello che coinvolgendo sia il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sia le Regioni potrà garantire le peculiarità previste dai disciplinari. Apprezzabile, inoltre, la possibilità di partecipazione come uditori ai lavori delle associazioni dei produttori.

Confartigianato auspica ora che venga riproposto il contributo per la predisposizione del disciplinare dei prodotti industriali e artigianali tipici, al fine di garantire la possibilità di partecipare e beneficiare di questa fondamentale tutela europea e permettere alle associazioni di produttori e ai singoli produttori che non hanno ancora predisposto i disciplinari di coprire i costi di consulenza tecnica.

 

 

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