Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile

Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile

Mercato del lavoro in frenata – Lo shock energetico innescato dal conflitto in Medio Oriente rappresenta una ‘gelata di primavera’ che indebolisce ulteriormente la domanda di lavoro.  Qui l’ultimo aggiornamento sugli impatti per le imprese della guerra del Golfo. A febbraio 2026 la rilevazione mensile dell’Istat conferma il decalage del trend del mercato del lavoro, con un aumento tendenziale dell’occupazione che si ferma allo +0,1% (era +0,2% a gennaio 2026 e 1,5% un anno prima). Sono deboli anche le  previsioni di assunzione monitorate dal Sistema Exclesior che nel trimestre aprile-giugno 2026 sono in calo dello 0,5% su base annua. Il rallentamento in corso in parte è fisiologico, consolidando una lunga fase espansiva.

Il trend degli occupati del 2025 – Nel 2025 il trend dell’occupazione si è indebolito rispetto agli anni precedenti, segnando un incremento dello 0,8% a fronte del +1,5% del 2024 e del +2,1% del 2023. Tra le maggiori regioni spunti di crescita superiore alla media li riscontriamo in Campania con +2,6%, Emilia-Romagna con +2,0% e Sicilia con +0,9%. Segno positivo anche per Lombardia e Lazio con +0,6% e Piemonte con +0,5%, Toscana stabile, mentre l’occupazione scende in Puglia con -0,3% e Veneto con -1,3%.

L’occupazione nell’artigianato – In termini occupazionali, le imprese artigiane contano 2 milioni e 494 mila addetti, pari al 13,4% del totale degli addetti del settore privato non agricolo. Di questi, 1 milione e 261 mila sono dipendenti (50,6%) ed i restanti 1 milione e 233 mila sono indipendenti (49,4%). Sono 384.876 le imprese artigiane con dipendenti, pari al 24,1% del totale delle imprese con dipendenti. Il quadro territoriale dell’occupazione nell’artigianato è contenuto nel report ‘L’eredità di Pinocchio nella creatività del made in Italy a vocazione artigiana’ pubblicato in occasione della V Giornata della Cultura Artigiana.

Il ciclo espansivo del mercato del lavoro 2021-2025 – Tra il 2021 e il 2025, un arco di tempo ad alta turbolenza in cui si sono succeduti gli effetti dello scoppio della guerra in Ucraina, una crisi energetica che ha accelerato l’inflazione, la stretta monetaria più severa della storia dell’Euro, lo scoppio della crisi in Medio Oriente per arrivare alla guerra dei dazi dichiarata dall’amministrazione Trump nella primavera del 2025, l’occupazione in Italia sale di 1 milione 563 mila unità, pari ad un incremento 6,9% che risulta migliore del +5,4% della media Ue, del +4,2% della Germania e del 5,8% della Francia, a fronte di una maggiore crescita (+12,0%) della Spagna.

Crescita a doppia cifra dell’occupazione dipendente permanente – La dinamica occupazionale è spinta dall’aumento di 1 milione 650mila dipendenti permanenti (pari al +11,2%) e da un incremento di 260mila indipendenti (+5,3%), mentre scendono di 347mila i dipendenti a termine (-12,0%).

In chiave territoriale, nel quadriennio in esame il mercato del lavoro è stato più dinamico nel Mezzogiorno, con l’occupazione che tra il 2021 e il 2025 è salita del 9,5%, con le Isole in doppia cifra con +11,4% e il Sud con +8,7%. Seguono il Centro con +7,2%, il Nord-Ovest con +5,8% e il Nord-Est con +5,1%.

Nel dettaglio tra le maggiori regioni la dinamica più accentuata si riscontra per Sicilia con +13,6%, Campania con +11%. Seguono, con valori sopra alla media, Toscana con +7,9%, Puglia con +7,8%, Lazio con +7,3%. Infine, troviamo il Veneto con +5,8%, Lombardia e Piemonte con +5,4% ed Emilia-Romagna con +4,8%.

Livello e dinamica del tasso di occupazione per territorio – Una analisi territoriale evidenzia che tra le regioni italiane nel 2025 il tasso di occupazione 20-64 anni supera la media europea del 76,1% in Provincia Autonoma Bolzano con 80%, Valle d’Aosta con 77,8%, Provincia Autonoma Trento con 77,6% ed Emilia-Romagna con 77%. Seguono, con valori superiori alla media nazionale del 67,6%, Toscana con 76,0%, Lombardia con 75,1%, Veneto con 74,7%, Friuli-Venezia Giulia con 74,7%, Umbria con 74,6%, Piemonte con 74,3%, Liguria con 73,8%, Marche con 72,9% e Lazio con 69,3%. All’opposto tassi di occupazione inferiori al sessanta per cento si riscontrano nelle regioni meridionali di Puglia con 55,2%, Sicilia con 51,4%, Campania con 50,8% e Calabria con 50,3%.

In diciassette province il tasso di occupazione è superiore alla media Ue. Si osserva un rapporto tra occupati e popolazione tra 20 e 64 anni superiore al 76,1% della media Ue in Provincia autonomia di Bolzano con 80%, Bologna con 79,7%, Firenze con 79,5%, Milano con 78,5%, Ferrara con 78,3%, Cuneo con 78,1%, Valle d’Aosta con 77,8%, Parma con 77,7%, Provincia autonomia di Trento con 77,6%, Piacenza e Padova con 77,1%, Verbano-Cusio-Ossola e Prato con 76,9%, Arezzo con 76,7%, Asti con 76,7%, Siena con 76,5% e Trieste con 76,3%.

Il dinamismo del mercato del lavoro è associato ad un aumento del tasso di occupazione che in Italia, sempre per la popolazione tra 20 e 64 anni, è passato dal 62,7% del 2021 al 67,6% del 2025, con un aumento di 4,9 punti percentuali nel periodo in esame. Va sempre ricordato che nonostante questo incremento l’Italia rimane all’ultimo posto nell’Unione europea per quota di popolazione occupata.

L’analisi per regioni delinea ampie variazioni del tasso di occupazione in alcuni territori nel quadriennio 2021-2025, in particolare nel Mezzogiorno dove il livello è più basso. Aumento più ampio per la Sicilia con un aumento del tasso di occupazione di +6,9 punti percentuali., seguita da Molise con +6,4 p.p., Valle d’Aosta con +6,2 p.p., Liguria e Campania con +5,8 p.p., Toscana con +5,5 p.p., Umbria e Sardegna con +5,3 p.p., Abruzzo, Provincia Autonoma Trento e Basilicata con +5,1 p.p..

L’analisi per province evidenzia che, nel periodo in esame, la maggiore crescita del tasso di occupazione si riscontra a Vibo Valentia con +13 punti percentuali, Foggia con +10,2 p.p., Ascoli Piceno con +9,7 p.p., Catania con +9,6 p.p., L’Aquila con +9,3 p.p., Padova con +9,2 p.p., Terni con +8,9 p.p., Imperia con +8,6 p.p., Massa-Carrara con +8,3 p.p., Verbano-Cusio-Ossola con Trapani e Pescara con +8,0 p.p..

 

Le prime 30 posizioni per  tasso di occupazione provinciale

2021-2025, % popolazione 20-64 anni – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

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