La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano
La salute come bene comune, la sanità che esce dagli ospedali per avvicinarsi alle persone, l’innovazione che incontra il fattore umano. È questo il filo conduttore del nuovo numero di Spirito Artigiano Magazine, l’ultimo prima della pausa estiva, dedicata a “I nuovi orizzonti della cura: la salute vicino alle persone”.
Un approfondimento che racconta la trasformazione in atto del sistema sanitario italiano, sempre più orientato verso la prossimità, la prevenzione, l’assistenza territoriale, la riabilitazione e la presa in carico delle persone lungo tutto l’arco della vita. Un ecosistema chiamato a rispondere ai grandi cambiamenti demografici e sociali del Paese, dall’invecchiamento della popolazione all’aumento delle patologie croniche, fino alla crescente domanda di servizi personalizzati, accessibili e capaci di costruire relazioni di fiducia.
Ad aprire il numero è Daniela Bianco, membro del Consiglio di Amministrazione, Partner e Responsabile della Practice Health & Life Sciences di TEHA Group, che propone un’analisi delle sfide che attendono il Servizio sanitario nazionale. Dal rafforzamento della sanità territoriale alla digitalizzazione, dalla telemedicina al Fascicolo Sanitario Elettronico, fino alla necessità di investire nelle competenze professionali, Bianco evidenzia come la vera innovazione non possa limitarsi alle infrastrutture, ma debba ripensare organizzazione, processi e modelli di presa in carico. La salute, sottolinea, è oggi il risultato di un insieme di fattori economici, sociali e ambientali che impongono una visione sempre più integrata della cura.
Il rapporto tra comunità, innovazione e responsabilità sociale è al centro del contributo di Alfio Quarteroni, presidente della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi e professore emerito del Politecnico di Milano e dell’EPFL di Losanna. Attraverso l’esperienza della Fondazione, Quarteroni racconta come reti territoriali, Terzo Settore e istituzioni possano costruire nuovi modelli di assistenza per anziani, persone con disabilità, giovani e famiglie. Accanto alla prossimità, lo studioso guarda alle frontiere della medicina personalizzata e dei “gemelli digitali”, sostenendo che il futuro della sanità nascerà dall’incontro tra innovazione tecnologica e relazioni umane.
Uno sguardo originale arriva da Toni D’Andrea, CEO di ISSA Pulire Network e Direttore regionale ISSA EMEA, che richiama l’attenzione sul ruolo strategico dei servizi spesso invisibili che rendono possibile la qualità delle cure. Dalla sanificazione degli ambienti sanitari alla logistica ospedaliera, fino all’impiego dell’intelligenza artificiale, della robotica e della sensoristica, D’Andrea evidenzia come la salute passi anche attraverso infrastrutture organizzative efficienti, professionalità qualificate e una progettazione integrata dei luoghi della cura. Perché, ricorda, “i servizi sono l’infrastruttura invisibile del benessere”.
Il tema delle professioni sanitarie e della nuova assistenza territoriale è approfondito nell’intervista di Federico Di Bisceglie a Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche. Mangiacavalli individua negli infermieri uno dei pilastri della riforma della sanità di prossimità, sottolineando che Case di Comunità, assistenza domiciliare e telemedicina potranno funzionare soltanto se sostenute da un reale lavoro di équipe, da un’effettiva integrazione tra ospedale e territorio e da un forte investimento sulle professioni infermieristiche. La tecnologia, osserva, può migliorare la qualità dell’assistenza, ma non sostituirà mai la relazione di cura che resta il cuore del sistema sanitario.
Il numero continua con il contributo “La salute è un bene comune: le risposte del Sistema Confartigianato per le famiglie e le imprese”, che propone una riflessione sul ruolo della rappresentanza nell’affrontare le criticità del Servizio sanitario nazionale. L’analisi evidenzia come il progressivo invecchiamento della popolazione, l’allungamento delle liste d’attesa, la crescita della spesa sanitaria privata e i divari territoriali richiedano un nuovo modello di welfare di prossimità fondato sulla collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore. Ed ecco le esperienze sviluppate dal Sistema Confartigianato attraverso ANAP e ANCoS APS, dalla raccolta del 5×1000 destinata a finanziare ricerca, prevenzione, tecnologie sanitarie e assistenza domiciliare, fino alla nascita di MutuArti, la nuova società di mutuo soccorso pensata per offrire tutele sanitarie accessibili ad artigiani, pensionati e famiglie, senza limiti di età e con un approccio ispirato ai principi della mutualità.
A completare il quadro interviene l’analisi di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, che legge la trasformazione della domanda di salute anche attraverso la struttura produttiva del Paese. In un’Italia sempre più anziana, con cronicità in crescita e spesa sanitaria pubblica stabile in rapporto al PIL, aumenta il ruolo della componente privata e della sanità integrativa. In questo scenario assume rilievo la filiera delle imprese della salute: 407mila imprese, quasi 197 miliardi di fatturato, 73 miliardi di valore aggiunto e 1,4 milioni di occupati. Un sistema a forte presenza di micro, piccole e medie imprese, capaci di garantire prossimità, occupazione qualificata e risposta capillare ai bisogni delle comunità.
Un percorso che si completa con la nascita di ASSDIR, l’associazione che rappresenta le strutture sanitarie, assistenziali, diagnostiche e riabilitative del Sistema Confartigianato, con l’obiettivo di favorire una maggiore integrazione tra sanità pubblica e privata e contribuire alla costruzione di un’offerta sanitaria più vicina ai bisogni delle comunità. ASSDIR in Confartigianato segna una nuova stagione di rappresentanza per le strutture sanitarie private, puntando a un’integrazione non ideologica tra ospedale e territorio e a una reale “presa in carico” della persona.
Questa visione di prossimità trova un riscontro pratico nel racconto del Comitato della Croce Rossa Italiana di Formello, che attraverso il Servizio Medico Urgente Domiciliare del fine settimana e iniziative come Officina della Salute risponde alle fragilità quotidiane, dimostrando come la cura si alimenti di relazioni umane e comunitarie.
Parallelamente, il valore del “saper fare” si traduce in percorso educativo con il progetto Pop-Up Opera dell’Associazione Lilopera — sostenuto da Fondazione Germozzi e Confartigianato Lombardia —, i cui dati confermano il profondo desiderio degli studenti di un orientamento scolastico pratico, capace di valorizzare i mestieri artigianali attraverso l’esperienza diretta e il contatto vivo con le botteghe.
Spirito Artigiano Magazine propone così una riflessione a più voci sul futuro della salute, mettendo in dialogo ricerca, professioni sanitarie, innovazione, servizi, rappresentanza e solidarietà. Un numero che racconta una sanità chiamata a essere sempre più vicina alle persone, capace di prevenire, accompagnare, ascoltare e costruire qualità della vita. Perché oggi curare significa soprattutto prendersi cura delle comunità e del loro futuro.
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