Dopo tre anni, torna in positivo la produzione nell’artigianato manifatturiero: +0,8% nel quarto trimestre 2025

Dopo tre anni, torna in positivo la produzione nell’artigianato manifatturiero: +0,8% nel quarto trimestre 2025

Per il 2026 si delinea una fase di transizione per il sistema manifatturiero italiano, con la produzione che chiude il 2025 con un marcato rallentamento del trend negativo, anticipando una possibile stabilizzazione ciclica nel corso di quest’anno. Persistono i timori per gli effetti recessivi dei dazi sul made in Italy negli Stati Uniti, amplificati dalla debolezza del dollaro che a gennaio 2026 risulta deprezzato del 12,7% in un anno nei confronti dell’euro. Preoccupano le tensioni sui costi dell’energia: mentre l’instabilità geopolitica aumenta la volatilità delle quotazioni di petrolio e del gas, a gennaio 2026 il prezzo dell’energia elettrica sul mercato all’ingrosso è risultato del 15,0% superiore alla media del 2025, per poi ritracciare nella prima metà di febbraio.

Torna in positivo il trend della produzione – Nel 2025 la produzione manifatturiera tende a stabilizzarsi segnando un calo che si ferma al mezzo punto percentuale, migliorando il -4,3% del 2024. L’analisi degli indici trimestrali evidenzia che nella seconda metà del 2025 la produzione torna a crescere. Torna in positivo anche il trend della produzione manifatturiera a vocazione artigiana dopo un lungo periodo di crisi determinato dagli impatti della guerra in Ucraina e delle tensioni di natura geopolitica, della crisi energetica e di una pesante stretta creditizia. La tendenza della produzione della manifattura a vocazione artigiana – ottenuto ponderando gli indici settoriali con gli occupati nell’artigianato – dopo tre anni (dodici trimestri) in negativo torna a crescere, registrando un aumento dello 0,1% nel terzo trimestre 2025 che si consolida a +0,8% nel quarto trimestre del 2025.

I settori a maggiore vocazione artigiana – Tra i settori con una maggiore presenza di imprese artigiane si osserva un trend positivo nei mobili con +3,5%, alimentare con +2,1%, riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature con +1,4%. Stabili il legno (+0,1%), macchinari ed apparecchiature (crescita zero) e apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche (-0,1%). Flessioni inferiori al punto percentuale per altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (vetro, ceramica, cemento) e stampa, entrambi con -0,4%, prodotti in metallo con -0,6% e gomma e materie plastiche con -0,8%. Le flessioni più marcate nei settori della moda: tessili con -2,6%, confezione di articoli di abbigliamento, in pelle e pelliccia con -4,5% e articoli in pelle con -9,5%. Nel complesso la moda nel 2025 perde il 5,5% della produzione, dimezzando la caduta dell’11,8% del 2024 e registrando una ulteriore attenuazione della crisi nell’ultimo trimestre del 2025 dove la produzione segna un calo del 2,9% su base annua.

In difficoltà la gioielleria e lavorazione delle pietre preziose che segna un calo del 13,8% della produzione, in peggioramento rispetto al -3,9% registrato nel 2024. Sul settore grava l’escalation dei prezzi dell’oro e dell’argento determinato dagli investimenti in beni rifugio in risposta all’accentuarsi dei rischi globali, come evidenziato nell’ultima nota sulla congiuntura dell’Ufficio parlamentare di bilancio.

Segnali di recupero nella meccanica – I cluster della meccanica registrano una diffusa stabilizzazione. Inverte il segno la metallurgia, che torna in positivo segnano un aumento di produzione del 4% (era -3,9% nel 2024). Come anticipato, cresce dell’1,4% la produzione di riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature, si stabilizza (crescita zero) la produzione di macchinari ed apparecchiature, mentre nei prodotti in metallo il calo si ferma al -0,6% dopo il -5,2% del 2024. I piani per la difesa europea spingono l’aumento della produzione di armi e munizioni che nel 2025 sale del 26,4%, invertendo la tendenza negativa (-7,3%) rilevata nel 2024. In positivo anche la produzione di navi (+2,1%) e aerei (+3,7%).

Perdura la crisi dell’auto – Persiste un calo a doppia cifra (-10,3%) per la produzione di autoveicoli, ma si dimezza l’intensità rispetto al crollo del 22,6% registrato nel 2024. Un segnale positivo arriva dalla stabilizzazione della produzione automobilistica (-0,1% su base annua) nell’ultimo trimestre del 2025.

 

 

Dinamica produzione manifatturiera a vocazione artigiana

I trim. 2022-IV trim. 2025, var. % tendenziale, media manifattura con indici settoriali ponderati con occupati nell’ artigianato – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

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