Serramenti, tra sostenibilità e alta vocazione artigiana. Il report sul comparto presentato a Torino
Il settore dei serramenti in Italia si delinea come un comparto fortemente radicato nelle micro e piccole imprese, con una vocazione artigiana molto elevata. L’Italia si colloca ai vertici europei per valore della produzione di serramenti del cluster di riferimento. Il quadro del comparto è contenuto nel report ‘Serramenti: imprese, produzione, scambi commerciali e incentivi fiscali’ – qui per scaricarlo – predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia e presentato da Licia Redolfi nel corso dell’evento “Il Cuore lamellare della finestra” organizzato da STE.DA e Gilardi in collaborazione con Confartigianato Piemonte e Confartigianato Legno-Arredo, tenutosi il 12 febbraio 2026 a Torino. Il report esamina la struttura imprenditoriale e occupazionale, il posizionamento nel confronto europeo, le dinamiche degli scambi commerciali e il ruolo degli incentivi fiscali nel sostenere domanda e investimenti.
L’analisi degli scambi commerciali mostra il dinamismo dell’export, delineando il mutamento della geografia dei partner in dieci anni. Dal lato del mercato, il serramento in PVC è il più diffuso, seguito dall’alluminio, mentre il legno mantiene una quota stabile con potenziali opportunità legate alla sostenibilità. Inoltre, il report documenta il ruolo centrale degli incentivi fiscali nel sostegno alla sostituzione degli infissi, un asset chiave per generare significativi risparmi energetici, una variabile target strategica anche per la direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici.
Alla fine del terzo trimestre 2025 sono 20.738 le imprese che producono serramenti con l’apporto di 14.124 imprese artigiane, pari al 68,1% del totale. Nel dettaglio 14.222 sono imprese che producono serramenti in metalli, 6.001 sono imprese dei serramenti in legno e 515 sono imprese di serramenti in plastica.
In termini di occupazione, il settore conta 92.492 addetti con un importante apporto delle imprese di minor dimensione: l’artigianato ha una quota del 46,6% (43.070 unità) e nei comparti di riferimento le micro e piccole imprese con meno di 50 addetti hanno una quota dell’81,1%.
A livello territoriale, si contano almeno mille imprese che producono serramenti in Lombardia (2.447 imprese, pari all’11,8% del totale), Campania (2.346 imprese, l’11,3%), Sicilia (2.058 imprese, il 9,9%), Veneto (1.781 imprese, l’8,6%), Puglia (1.761 imprese, l’8,5%), Lazio (1.529 unità, il 7,4%), Piemonte (1.394 imprese, il 6,7%), Toscana (1.219 imprese, il 5,9%), Emilia-Romagna (1.192 unità, il 5,7%) e Calabria (1.031 imprese, il 5,0%). Tra queste regioni risultano specializzate Calabria, Puglia, Sicilia, Campania e Veneto. Oltre tre imprese del settore dei serramenti su quattro sono artigiane in: Valle d’Aosta (91,7%), Liguria (81,9%), Piemonte (78,7%), Trentino-Alto Adige (77,2%), Toscana (76,5%) e Sardegna (76,4%).
In termini di produzione, nei primi dieci mesi del 2025 i cluster di riferimento dei serramenti sono in flessione più della manifattura (-1,0%): -1,7% cluster dei metalli, -1,9% cluster del legno e -4,4% cluster della plastica, flessioni però meno pesanti di quelle del 2024. Rispetto al 2019, nel 2025 la crescita della produzione è tumultuosa per il cluster della plastica (+59,9% vs -9,1% Unione europea a 27) ed è sostenuta per il cluster dei metalli (+11,4% vs -6,6% UE), andando meglio rispetto al -6,3% della manifattura, andamento a cui si allinea il cluster del legno (-6,4%).
Gli scambi commerciali dell’Italia in serramenti vedono nel 2024 esportazioni per 953 milioni di euro, importazioni per 1.391 milioni ed un saldo commerciale negativo per 438 milioni. Il segmento del metallo contribuisce con 769 milioni di export mentre l’import è meno della metà, 333 milioni di euro. Segue il segmento della plastica con 157 milioni di export e l’import di 995 milioni di euro e quello in legno con 27 milioni di export e un import più che doppio, pari a 63 milioni di euro. L’export di serramenti dell’Italia è diretto per il 57,1% all’UE ed i primi 3 mercati del made in Italy sono: Francia (182 milioni di euro di euro, quota di 19,1%), USA (101 milioni di euro, il 10,6%) e Spagna (74 milioni di euro, il 7,8%).
L’import del nostro Paese arriva per il 92,8% da fornitori in UE ed i primi 3 paesi fornitori sono Polonia (638 mln di euro, quota di 45,9%), Romania (269 milioni di euro, il 19,3%) e Germania (163 milioni di euro, l’11,7%).
Per quanto riguarda la dinamica dei flussi di commercio estero, nel 2024 l’export di serramenti dell’Italia sale del 4,1% rispetto al 2023 e del 23,9% rispetto al 2019 mentre le importazioni diminuiscono del 10,4% in un anno ma quadruplicano rispetto al 2019, determinando un saldo commerciale negativo dal 2022.
Valore della produzione dei cluster di riferimento dei serramenti in 24 paesi UE
Anno 2023. Milioni di euro. Nace rev. 2: 16.23, 22.23 e 25.12. Esclusi Irlanda, Lussemburgo e Malta per cui i dati sono parziali – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat
L’articolo Serramenti, tra sostenibilità e alta vocazione artigiana. Il report sul comparto presentato a Torino proviene da Confartigianato Imprese.
