Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura
Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate del 2026 sono dominate dalle tensioni dello scenario geopolitico. A luglio i costi dell’energia hanno ripreso a salire e gli effetti sistemici della guerra tra Stati Uniti e Iran condizionano i processi di crescita economica. L’inflazione rimane elevata, spingendo la BCE ad un rialzo dei tassi. Il più elevato costo del credito penalizza la ripresa in atto degli investimenti. Per cogliere gli impatti sull’economia reale esaminiamo le ultime tendenze della congiuntura che interessano il sistema delle imprese italiane, proposte nel report ‘Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI’ pubblicato dall’Ufficio Studi nei giorni scorsi (qui per scaricarlo).
L’incertezza pesa sull’economia italiana, che già soffre di una bassa crescita, con un PIL che sale dello 0,5% nel 2026 e nel 2027 secondo le più recenti previsioni di luglio del Fondo monetario internazionale. L’Italia e la Germania, nei due trimestri centrali dell’anno, rischiano la ‘recessione tecnica’, rappresentata da due trimestri consecutivi di calo congiunturale del PIL: le previsioni della Commissione europea di maggio indicano nel secondo trimestre 2026 un calo del PIL dello 0,1% sul trimestre precedente per l’Italia e dello 0,2% per la Germania, mentre nel terzo trimestre di quest’anno la crescita è prevista pari a zero per entrambe le principali economie manifatturiere.
A maggio, dopo tre mesi di aumenti congiunturali, l’indice destagionalizzato della produzione manifatturiera diminuisce rispetto ad aprile. Nella media del periodo marzo-maggio si registra una crescita del livello della produzione dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre tra gennaio e maggio sale dello 0,9% rispetto un anno prima. Nei primi cinque mesi del 2025 la produzione manifatturiera sale dello 0,8%, in controtendenza rispetto al calo dello 0,7% della media Ue e del cedimento del 2,1% registrato in Germania. Tra gli altri maggiori paesi si osserva una robusta crescita in Francia (+1,2%) e Spagna (+1,9%).
In chiave settoriale, si registra la ripresa della meccanica, la cui produzione sale del +3,2% a fronte del calo dell’1,0% del 2025 mentre rimane debole la moda, con la produzione in flessione del 4,8% (era -5,7% nel 2025). Le attese sulla produzione delle imprese manifatturiere, pur rimanendo positive, proseguono la diminuzione avviata da marzo.
Come esaminato in una nostra recente analisi, la dinamica delle esportazioni è frenata dalla debolezza della domanda tedesca, dalla caduta dell’export in Medio Oriente e dall’impatto dei dazi sul made in Italy nei settori di micro e piccola impresa. Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato è fortemente condizionato dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%).
Sulle imprese, in particolar modo per quelle della manifattura, pesa la pressione dei costi dell’energia, evidenziata in una nostra recente analisi. La ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran ha innescato una ulteriore fase rialzista del prezzo del petrolio mentre a luglio tornano a salire sia il prezzo del gas che quello all’ingrosso dell’energia elettrica.
Gli interventi del PNRR sostengono gli investimenti in costruzioni, l’attività delle imprese dell’edilizia e la crescita economica. Nei primi cinque mesi del 2026 la produzione delle costruzioni sale del 2,0% su base annua, un ritmo ancora sostenuto, seppure in rallentamento rispetto all’aumento del 3,5% nel 2025. Nei primi cinque mesi del 2026 la spesa per investimenti dei Comuni sale del 13,7% su base annua, consolidando il trend del 2025 (+12,3%). Ve ricordato che senza il contributo del Piano la crescita del PIL nel 2026 sarebbe sostanzialmente stagnante.
La spesa per consumi delle famiglie nel primo trimestre 2026 sale dell’1,2% a fronte del +1,0% del 2025, mentre nei primi cinque mesi del 2026 le vendite del commercio al dettaglio in valore salgono del +2,4%, con una crescita in volume del +0,7%.
Per il fatturato dei servizi nei primi quattro mesi del 2026 la crescita in valore è del +3,1% su base annua mentre quella in volume è del +0,7% (era +0,7% nel 2025). Spunti positivi per i settori dei servizi digitali; crescono meno della media i settori di trasporto, logistica e ristorazione mentre è in negativo (-0,3%) l’autoriparazione.
Le presenze turistiche rilevate dall’Istat salgono del +7,5% nei primi tre mesi 2026, con una crescita a doppia cifra (+12,3%) per gli stranieri. Segnali positivi anche ad aprile sono rilevati nella recente analisi del Ministero del Turismo.
Dopo una lunga fase espansiva, il mercato del lavoro si stabilizza e a maggio 2026 l’occupazione segna un -0,1% rispetto ad aprile, ma su base annua rimane in territorio positivo, segnando un aumento dello 0,9%, con i dipendenti permanenti che crescono dell’1,7% (+275mila in dodici mesi) e gli occupati indipendenti salgono del 2,8% (+198mila). Secondo il monitoraggio del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel trimestre luglio-settembre le entrate programmate dalle imprese scendono del 2,6% su base annua. Circa i due terzi (62,8%) delle entrate sono concentrati nelle micro e piccole imprese.
Sul fronte delle politiche economiche, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, i quali nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%. Sul fronte delle politiche fiscali si delineano le incognite del “post PNRR” con una prospettiva per la prossima manovra di bilancio impostata sulla prudenza, finalizzata a ridurre il peso del deficit e avviare la discesa del rapporto tra debito e PIL.
Dinamica della produzione manifatturiera nei principali paesi UE
Anni 2025 e primi 5 mesi 2026. Var. % tendenziale, dati corretti per gg lavorativi. Ateco 2007 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat
Dinamica del valore del fatturato dei servizi con dettaglio di quelli con maggior numero di addetti nell’artigianato
Anno 2025 e primi 4 mesi 2026. Var. % y/y, indice corretto per gg lavorativi – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat
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