Riforma fiscale attuata al 65%. Confartigianato presenta il Tax Reform Index
A che punto è la riforma del fisco per le piccole imprese italiane? A questa domanda risponde il Tax Reform Index, l’innovativo strumento di monitoraggio presentato il 29 aprile da Confartigianato nel corso di un evento di approfondimento realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore.
L’appuntamento, trasmesso in diretta streaming sul portale del principale quotidiano economico italiano, ha visto il confronto tra i vertici della Confederazione, del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate. I lavori, condotti dal vicedirettore del Sole 24 Ore Jean Marie Del Bo, sono stati aperti dai saluti del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e del Direttore del quotidiano Fabio Tamburini.
Il cuore dell’analisi è l’indice ideato da Confartigianato per misurare la “messa a terra” della legge delega a quasi tre anni dalla sua approvazione. Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, ha analizzato i contenuti della delega a ciascuno dei quali è associato l’indice di attuazione costruito secondo una metodologia che è stata illustrata da Enrico Quintavalle, Responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato.
I dati parlano chiaro: il grado di attuazione per le piccole imprese è arrivato al 65%. “Due terzi della delega sono stati sostanzialmente attuati” ha spiegato Andrea Trevisani, ricorrendo a una metafora per descrivere l’imponente mole di lavoro: “Se mettessimo in fila tutte le Gazzette Ufficiali stampate finora sulla delega, avremmo una striscia lunga 320 metri, pari a 3 campi di calcio e 13 campi da tennis”. Tuttavia, Trevisani ha evidenziato come siano rimaste al palo norme cruciali per il settore: dall’omogeneizzazione della no tax area per dipendenti e autonomi all’abrogazione dell’IRAP per le società di persone, fino al riordino delle aliquote IVA. Per quanto riguarda la disparità della no tax area, Trevisani ha rimarcato il mancato raggiungimento di una soglia di esenzione fiscale omogenea. Oggi sussiste ancora una diversificazione tra dipendenti, pensionati e autonomi che Confartigianato vorrebbe vedere azzerata in nome dell’equità. Trevisani ha puntato il dito sulla mancata abrogazione dell’IRAP per le società di persone. Attualmente, una ditta individuale è esentata, ma se la medesima attività è svolta in forma societaria, scatta il prelievo. Una distorsione che penalizza la crescita dimensionale delle imprese. Per quanto riguarda il riordino IVA, Trevisani ha denunciato come il capitolo sia “al palo”. Nonostante i vincoli UE, Confartigianato chiede una razionalizzazione delle aliquote e una semplificazione delle detrazioni per ridurre i costi amministrativi di gestione.
Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli ha ribadito che il fisco non è solo una questione di conti, ma un pilastro della competitività del Paese. “Un plauso va fatto per il percorso di semplificazione avviato – ha detto Granelli – ma le nostre imprese ora auspicano una riduzione reale della pressione fiscale e un percorso che sia equo e funzionale alle dinamiche attuali”.
Per le piccole imprese, la sfida si sposta ora sulle risorse necessarie per finanziare i tagli fiscali rimasti in sospeso e sulla razionalizzazione di imposte che continuano a generare disparità di trattamento a parità di attività economica svolta.
Aspettative alle quali ha risposto il Viceministro dell’Economia e Finanze, Maurizio Leo il quale ha rivendicato la portata storica della riforma fiscale, definendola “epocale” per la sua ambizione di riorganizzare un sistema fermo da decenni. Ha quindi tracciato la rotta per i prossimi mesi, confermando una road map serrata: completamento dei decreti legislativi entro agosto, seguito dai decreti correttivi e dai testi unici, per arrivare infine al Codice Tributario. Si tratterebbe del primo codice organico dall’Unità d’Italia, volto a dare certezza a un sistema oggi frammentato in migliaia di norme. “Abbiamo già prodotto 24 decreti legislativi e 6 testi unici nonostante le scarse risorse” ha sottolineato il Viceministro, ricordando che il Governo ha dovuto conciliare la riduzione delle tasse con la necessità di abbattere il deficit (passato dall’8,1% al 3,1%). Leo ha poi aperto al dialogo sul concordato preventivo biennale: “Esamineremo le proposte compatibilmente con le risorse: se arriveranno, metteremo in campo tutto ciò che è contenuto nella delega”.
Vincenzo Carbone, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha apprezzato il lavoro di Confartigianato, definendo il Tax Reform Index uno strumento utile anche per l’Agenzia. Carbone ha spostato l’attenzione sulla messa a terra della riforma, sottolineando come l’Agenzia stia lavorando per passare da un ruolo di controllo punitivo a uno di servizio al contribuente. Ha citato la “delega unica” come esempio concreto di ascolto delle categorie: una soluzione che permette ai professionisti di non dover produrre deleghe diverse per ogni singola operazione, snellendo drasticamente il lavoro degli studi. L’obiettivo dichiarato è l’eliminazione fisica delle file negli uffici. Grazie al potenziamento dei servizi da remoto e del cassetto fiscale (con la possibilità di una “seconda istanza” per risolvere controversie documentali), il contribuente può gestire quasi tutto online. Tuttavia, per non perdere il contatto umano, ha previsto un’apertura pomeridiana fissa a settimana. Carbone ha poi spiegato che l’Agenzia sta investendo massicciamente sull’interoperabilità delle banche dati. L’idea è quella di effettuare controlli mirati e preventivi, evitando di avviare accertamenti basati su valutazioni infondate che finiscono solo per ingolfare il contenzioso tributario e danneggiare le imprese sane.
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