Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”
Il quadro delineato dal Documento di finanza pubblica 2026 approvato dal Consiglio dei Ministri, che evidenzia una revisione al ribasso delle stime di crescita, in un contesto segnato da forte instabilità internazionale suscita la preoccupazione di Confartigianato. “Il nuovo shock energetico legato alla crisi nell’area del Golfo e alle tensioni sullo Stretto di Hormuz – segnala il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – è una vera e propria ‘gelata di primavera’ sulla ripresa della manifattura e degli investimenti. Nella media di marzo e aprile il prezzo del gas è aumentato del 41,7% rispetto a febbraio, mentre l’energia elettrica all’ingrosso registra un +17,7%. Ancora più marcata la dinamica dei carburanti: il prezzo industriale del gasolio è cresciuto del 74,6% rispetto a fine febbraio, con effetti diretti sui costi dell’autotrasporto e sull’intero sistema produttivo”.
“Le imprese italiane – evidenzia Granelli – affrontano questa nuova crisi senza aver ancora riassorbito gli effetti di quella del 2022: nel 2025 i prezzi retail di elettricità e gas restano superiori del 45,5% rispetto al 2021 e il costo del credito continua a essere elevato”.
In questo scenario, Confartigianato sottolinea l’urgenza di interventi incisivi per contenere i costi dell’energia e delle materie prime, ribadendo che non basta una risposta nazionale: “Serve – sostiene Granelli – un’azione coordinata a livello europeo, con maggiore flessibilità nelle regole di bilancio per affrontare una fase straordinaria”.
Sul piano interno, il Presidente Granelli invita il Governo a concentrare le risorse su interventi capaci di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e rafforzare la competitività delle imprese. Con margini finanziari ridotti, diventa centrale il miglioramento del contesto amministrativo e istituzionale: “Occorre accelerare verso uno ‘Stato semplice’, riducendo burocrazia e oneri che frenano l’attività d’impresa”.
Confartigianato accoglie con attenzione gli orientamenti annunciati dall’Esecutivo, riservandosi una valutazione puntuale sui provvedimenti concreti e auspicando l’apertura di un confronto strutturato con le parti sociali. “Con regole europee rigide e spazi di bilancio limitati – sottolinea Granelli– è indispensabile trovare un equilibrio tra disciplina fiscale e crescita. Senza sviluppo, non può esserci stabilità: servono strumenti efficaci per sostenere le piccole imprese e difendere la competitività del sistema produttivo”.
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